aggiornamento attività Gruppo Abele

  • 04.11.2014. I passaggi – Perché il passaggio da un’età all’altra diventi un rito, il tema del terzo incontro del ciclo Siamo aperti il martedì. Una serata con il pedagogista Guido Tallone. Dalle 20.30 alla Fabbrica delle “e”, in corso Trapani 91/b a Torino 
  • 05.11.2014. Sos Genitori – Gli incontri organizzati dall’Accoglienza del Gruppo Abele per genitori di adolescenti che vogliono informarsi su sostanze, tecnologie e uso problematico, cominciano il 5 novembre. Presso la sede di via Leoncavallo 27 a Torino
  • 05-06.11.2014. L’incontro della rete nazionale Illuminiamo la salute. Alla Certosa di Avigliana (To), in strada Sacra di San Michele 51, il secondo convegno della rete nazionale, nata per tutelare la sanità pubblica da corruzione e malaffare
  • 17.11.2014. Spettacolo teatrale Il testimone. Alla Fabbrica delle E (corso Trapani 91/b Torino) Bebo Storti e Fabrizio Coniglio interpretano il racconto a tratti ironico dell’omicidio mafioso del magistrato Giangiacomo Ciaccio Montalto: intervengono Luigi Ciotti e il magistrato e scrittore d’inchiesta Mario Almerighi (che con Fabrizio Coniglio firma lo spettacolo teatrale) 

Scuola di teatro presso “La fabbrica delle E” di corso Trapani 91

Il Gruppo Abele da tempo utilizza il teatro come uno degli strumenti per riflettere e proporre le tematiche sociali di cui si occupa.
Questa forma di comunicazione si è rivelata infatti molto efficace anche in contesti alquanto delicati.
Per questo abbiamo deciso di proporre, con Claudio Montagna, una vera e propria scuola di teatro:

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aperto a tutti i maggiorenni di qualunque età e non sono richieste precedenti esperienze teatrali.
E’ programmato per il lunedì dalle 18 alle 20
presso la sede Gruppo Abele in corso Trapani 91,
dal 17 novembre 2014 al 25 maggio 2015.
In totale 23 incontri più un evento/spettacolo finale.
A giugno 2015 avranno luogo alcuni momenti dimostrativi pubblici.
Lo scopo è di dar vita a un “teatro utile, semplice e bello”.

Consideriamo fondamentale che i cittadini si sentano appartenenti alla comunità civile e ne siano profondamente coinvolti.
Tra gli strumenti che riteniamo utili per raggiungere questi scopi ci sono, ovviamente, i mezzi di comunicazione, la poesia, le arti. Tra questi: il teatro.
Intendiamo praticare il teatro: privilegiandone la concezione comunitaria, in quanto è luogo di aggregazione sociale. Un luogo in cui teatralità e spettacolarità sono solidali al fine di favorire conoscenza, consapevolezza e un senso di unità in chi partecipa.
Siamo fortemente interessati al tema del rapporto tra l’evento teatrale e l’insieme delle persone che vi partecipano. Consideriamo adeguata per questo la struttura di Corso Trapani, sia dal punto di vista logistico, nelle differenti aree in cui è stata suddivisa, sia per le iniziative che in essa si svolgono e alle quali fanno riferimento differenti realtà e gruppi sulla base dei rispettivi interessi.
Riteniamo fondamentale, per il meccanismo che porta ai nostri eventi teatrali, il rapporto di compresenza fisica tra “attore-autore” e spettatore, più che non quello virtuale e mediato tra drammaturgo esterno e spettatore. Ci pare fondamentale in ogni caso che il pubblico possa determinare o, anche indirettamente, intervenire nella costruzione organizzativa ed estetica dello spettacolo. Questo non esclude dunque l’opera del drammaturgo e dell’autore, ma la riconosce quale servizio strettamente connesso con le necessità, i temi, le differenti condizioni dei differenti tipi di pubblico.
Il pubblico al quale ci rivolgiamo deve essere fortemente interessato a questo processo.
Pensiamo a un teatro che non sia luogo della ripetizione ma, per dirlo con le parole di Luigi Allegri (docente di Storia del teatro presso l’Università di Parma): “luogo di eventi unici e irripetibili e irrecuperabili, in cui il senso si produce e si consuma nello stesso momento, con una effimera provvisorietà che non costituisce il suo limite ma il suo fascino.”
Perciò, un teatro per lo più circoscritto, “su misura”: non il prodotto di un autore lontano nello spazio o nel tempo, ma un evento il cui processo di ideazione e di allestimento interagisca più o meno direttamente con la gente che poi lo vedrà. Processo che assume in tal modo una valenza analoga a quella del prodotto.

Claudio Montagna

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Ufficio Comunicazione e Stampa
Gruppo Abele
tel. 011 3841072
www.gruppoabele.org

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