Ciclocucina

ciclocucina

 

TORINO, via Cumiana 41/B – tel. 011.3835613 – info@ciclocucina.it – www.ciclocucina.it

Perché pedalare? Per sentire l’odore dell’aria, per avere male alle gambe in salita e i muscoli tesi in discesa, per ascoltare il silenzio correndo da soli e contare sulla solidarietà della strada in mezzo a un gruppo di volti che non hanno bisogno di nomi. E perchè allora far ballare i raggi della bicicletta accanto al cibo? Per sentire l’odore di un piatto genuino che sa tanto di tradizionale e di terreno di casa, per riconoscerne uno di cucina «lontana» che invece corre su una strada del Sud o del Nord del mondo. Per giocare su un menù dove si scopre a che punto sta il ciclo delle stagioni scorrendo le invenzioni con le verdure e i legumi, per avvicinare il naso a un trancio di pesce e avere in testa l’ultimo sudato litorale. E poi sì, per sentirsi in un luogo come si potrebbe stare su un sellino, quella postazione d’equilibrio da cui puoi prendere una nuova direzione ogni volta ti venga in mente, solo o fra persone che non vorrebbero essere altrove. Ruote e cibo, buon cibo, potrebbero non incontrarsi mai, oppure basta volerlo. Lo vogliamo a CicloCucina, il «piccolo ristoro» che abbiamo ri-costruito in Borgo San Paolo, squarcio della Torino popolare, della Torino ciclistica artigianale degli Anni Cinquanta e oggi anche periferia privilegiata dell’arte contemporanea con le fondazioni Sandretto e Merz a pochi metri di sguardo. Lo vogliamo perché la passione urbana per la bicicletta sta diventando parte della vita di tanti. In noi motore da anni, forse anche più in là, dai ricordi d’infanzia delle pedalate dei Gimondi e dei Moser.
Così ci siamo trovati dentro l’avventura del gusto a km zero, oggi simbolo a sè, di rispetto ambientale, di comunità sostenibile e di un rapporto economico con la qualità dei prodotti che marcia in senso contrario all’esclusione e all’esclusività. Nel nostro ristoro a tappe, dove dalla primavera ci affacciamo in strada con tavolini e ombrelloni, mettiamo a disposizione un rimessaggio per le biciclette. Ci siamo divertiti a cercare dettagli delle due ruote da avere sotto gli occhi durante la sosta a tavola, che ci piace pensare possa essere un tempo «lento»: di sapori, di chiacchiere, di esperienze di viaggiatori . Un tempo di scambio e di informazione, con serate d’incontro fra chi la bicicletta la trasforma, la fa correre su percorsi nuovi, la dipinge come un’opera d’arte, la smonta e le cambia la faccia. Con cartografie e itinerari consultabili quanto i menù. Fino a creare il nostro Tour Bike Crossing, ma questo sarà bello progettarlo a tavola.